Un gruppo australiano anti-pornografia rivendica la responsabilità delle nuove regole di censura di Steam, in una vittoria contro i “pedofili feticisti del porno con il cervello marcio”, e da lì in poi le cose si fanno ancora più strane.
Collective Shout e le organizzazioni a essa collegate dovrebbero essere ogetto di adeguate indagini giornalistiche da parte di altri giornalisti del settore videoludico.
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